Ostia, il lungomare condannato: dieci anni di scelte scellerate e il silenzio colpevole del Centrodestra

Last Updated: 8 Febbraio 2026By

L’ultimo atto di questo disastro è la decisione di spostare i camperisti e roulottisti di Viale del Mediterraneo in un nuovo centro di accoglienza che in questi giorni si sta costruendo nel parcheggio del Lungomare Amerigo Vespucci. Un luogo che dovrebbe rappresentare la vetrina turistica di Ostia, il cuore economico del litorale, viene trasformato per scelta politica in un’area di accoglienza per senza fissa dimora e soggetti marginali. Una scelta che rappresenta una bomba sociale destinata a esplodere definitivamente sul lungomare di Ostia.

Un progetto iniziato oltre dieci anni fa


Questo disegno non nasce oggi. Inizia oltre dieci anni fa con la distruzione dello storico stabilimento La Casetta, demolito con promesse di riqualificazione mai mantenute. A distanza di dieci anni, quell’area è diventata una discarica a cielo aperto, abbandonata, occupata, simbolo del fallimento totale della politica sul litorale.

Dopo dieci anni, la stessa identica sorte è toccata allo stabilimento Anema e Core, e subito dopo al Village, che a breve verrà distrutto seguendo lo stesso copione già visto. Demolizione, abbandono, occupazioni, degrado. E mentre tutto questo accade, la politica di destra non dice nulla, non protesta, non denuncia, non scende in piazza.

Ostia Ponente, un territorio abbandonato all’illegalità

La situazione diventa ancora più surreale se ci si sposta a Ostia Ponente, dove a pochi metri da Anema e Core e dal Village esiste da anni l’occupazione della Colonia Vittorio Emanuele, di fronte all’ex ufficio tecnico comunale, anch’esso occupato e in rovina. Un’intera area del lungomare lasciata al degrado più totale.

A rendere il quadro ancora più grave c’è la decisione del Comune di utilizzare 3 milioni di euro di fondi PNRR per realizzare proprio all’interno della Vittorio Emanuele un Centro Posta per senza fissa dimora, ormai prossimo all’inaugurazione. Ostia Ponente è già oggi, di fatto, un grande centro di accoglienza per senza fissa dimora e sbandati, con un degrado costante e una situazione notturna sempre più pericolosa, vissuta da personaggi ambigui, spesso ubriachi e fuori controllo.

Incendi, occupazioni e illegalità sotto gli occhi di tutti

A poche centinaia di metri si trova il ristorante Il Lido vista mare, bruciato e occupato da anni da una cittadina brasiliana, una situazione nota a tutti e ignorata dalla politica che fa finta di non sapere.

Proseguendo si arriva al Curvone, dove da anni un senza fissa dimora ha aperto una libreria abusiva sul lungomare, data sistematicamente alle fiamme ogni anno. Un simbolo dell’anarchia e dell’assenza di controllo sul territorio.

Prima della storica Rotonda di Ostia, tra le dune, si trovano chioschi chiusi e occupati, una roulotte piantata nella duna fronte mare, un uomo che vive lì e si è impossessato del verde pubblico costruendo una baracca abusiva. Anche in questo caso, la politica di destra fa finta di niente.

Viale del Mediterraneo, da area verde a discarica


Andando ancora avanti si arriva a Viale del Mediterraneo, diventato da anni una zona occupata stabilmente da camper e roulotte. Persone che vivono lì utilizzando e occupando il verde pubblico, trasformando l’area circostante in una discarica a cielo aperto, piena di escrementi umani, plastica e rifiuti ingombranti di ogni tipo. Una situazione denunciata più volte, davanti alla quale la politica di destra continua a girarsi dall’altra parte.

Il nuovo centro accoglienza sul lungomare, lo scandalo finale

Lo scandalo più grave è però la decisione della giunta di Ostia di votare la nascita di un nuovo centro di accoglienza proprio sul Lungomare Amerigo Vespucci. Un campo che ospiterà decine e decine di senza fissa dimora che andranno a vivere direttamente sul fronte mare. Una scelta folle, incomprensibile, devastante.

I residenti della zona hanno protestato, denunciato, organizzato una raccolta firme per cercare di fermare questo nuovo scempio che rischia di far morire completamente il lungomare romano più grande d’Europa.

Di fronte a questo nuovo centro di accoglienza si trovano oltre quattro stabilimenti balneari sequestrati e chiusi, che rischiano seriamente di essere occupati, vandalizzati e rasi al suolo, esattamente come già accaduto ad Anema e Core e ora al Village.

Un futuro già scritto

Il risultato di queste scelte scellerate sarà inevitabile: più furti ai danni di turisti e residenti, più incendi, più degrado, più crimini, tutti concentrati sul litorale di Ostia. Il turismo scomparirà, l’economia morirà, la criminalità e i reati prospereranno ancora più di oggi.

Il silenzio che rende complici

Tutto questo sta avvenendo sotto gli occhi della politica di destra, che ad oggi non si è nemmeno degnata di organizzare una manifestazione per fermare questo disastro. La politica di Centrodestra del X Municipio e di Roma Capitale non ha fatto nulla. Per questo motivo sempre più cittadini ritengono che anche loro siano responsabili dello sfacelo del territorio.

La politica ha fallito. Ha tradito i cittadini.

Anche se forse è ormai troppo tardi per riparare al danno, si spera ancora in un sussulto di coraggio da parte di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, affinché scendano finalmente in piazza per bloccare i lavori di questo nuovo centro di accoglienza che rischia di seppellire definitivamente il lungomare di Ostia, i suoi imprenditori e i suoi cittadini.


Mauro Delicato

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